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ipse dixit |
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Piccoli brividi: il mistero del volume difettosoScritto da Nacochan alle 14:05 di Non avrei mai creduto che in biblioteca potesse capitarmi un'avventura al limite dell'assurdo; eppure, è proprio quello che è successo proprio ieri pomeriggio. E la situazione è stata così divertente che non posso esimermi dal raccontarvela. Per chi non lo sapesse, alcune premesse: come alcuni di voi sanno, faccio pratica nella biblioteca comunale di Bitetto, in attesa di iniziare la specialistica. Qui, la mamma di Grazia ha avuto una, secondo me, brillante idea per inculcare l'amore per la lettura anche nei piccoli: una sezione per ragazzi, da 0 a 15 anni, a scaffale aperto (cioè, i ragazzi possono andare loro a scegliersi il libro che vogliono, senza passare per il catalogo); mio compito è inventariare e catalogare questi libri (almeno, una parte); la mia compagna di avventure si occupa invece della parte manuale (nuvolette con il numero degli scaffali e dell'età, creazione varie...). Nostri nuovi compagni, due bambini assolutamente tenerissimi, che amano i libri e vogliono dare una mano. Siccome i nostri piccoli amici sono appunto troppo piccoli per catalogare i romanzi, hanno avuto come compito quello di mettere in ordine d'altezza i libri e di numero quelli di una stessa collana. Ieri, dunque, dopo aver terminato gli scaffali per i 7 e gli 8 anni, sono passata ai volumi della collana Piccoli brividi: siccome i ragazzi li avevano già riordinati, prendo i primi volumi e mi do alla creazione della scheda. All'inizio rimango sorpresa dal constatare che, come secondo volume, mi è capitato tra le mani il numero 34, quando invece tutti gli altri erano appunto in ordine, ma non ci ho fatto poi molto caso, visto che spesso i bambini, quando vengono a dare un'occhiata ai libri, li mettono a caso e non nel punto esatto dal quale li hanno estratti. Continuo il mio lavoro, quando, appunto, arrivo al volume 34 - che avevo appunto messo da parte - e sto già per inserirlo dopo il 33, quando l'occhio mi cade sulla coprtina. "Strano", mi dico " di solito mi ricordo i titoli dei libri catalogati; eppure questo mi è nuovo". vado sul frontespizio, per controllare, nel caso avessi sbagliato e il libro non fosse quello, quando un particolare colpisce la mia attenzione: il titolo sulla copertina è diverso da quello sul frontespizio. Ora: per chi non lo sapesse, quando si cataloga un libro, non si guarda la copertina, ma il frontespizio, perché è da lì che si prendono tutte le informazioni bibliografiche; persino la disposizione delle stesse è importante ai fini della creazione della scheda. E' per questo motivo che che le copertine io ormai non le guardo più, tranne quando devo rimetterli nello scaffale. Effettivamente, quindi, il titolo del frontespizio era quello che io avevo inserito sulla scheda, anche se la copertina era diversa. Inizialmente Gra ha pensato che qualcuno avesse incollato la copertina sbagliata (visto che alcuni sono così strappati che sono stati rincollati), ma poi John, uno dei due piccoli riordinatori, ha detto: "Ma io quel libro l'ho visto!"; cerca un po' ed eccolo: tra le sue mani c'era il volume con il frontespizio da me catalogato, con la copertina giusta. ... Ormai incuriositi, proviamo a confrontare i testi. Effettivamente, l'incipit dei due romanzi è uguale, tanto che stiamo già per pensare che sia solo un errore di copertina, quando a Gra viene l'idea di vedere la fine: i due finali sono diversi. A questo punto, urge vedere dove c'è stato il cambiamento. Gra nota che l'incipit del capitolo 7 è uguale, mentre quello dell'8 no; quindi è da lì che la situazione è precipitata. La situazione è già grottesca di suo, quando il mio occhio cade sula fine del capitolo 7. E noto che è diversa nei due volumi. QUINDI, è nel capitolo sette che succede tutto. Lo sfoglio e noto che per la prima parte, la protagonista si chiama Minty, o qualcosa del genere; ad un certo punto, dopo un paragrafo bianco, e per tutto il resto del romanzo, la protagonista diventa una certa Margareth. E da lì i due libri divergono. ... Ormai basiti, chiamiamo la mamma di Gra per avvertirla. Ovviamente, la prima cosa che noto è che i numeri di inventario, tra i due volumi, sono diversi; scartabelliamo l'inventario (il registro di entrata dei libri in biblioteca, praticamente) ed effettivamente vediamo che ambedue i volumi sono stati registrati con il nome che c'è sul frontespizio; salvo che poi, quello sbagliato aveva scritto un NO accanto molto esplicativo. "Ma come ci è finito in mezzo agli altri?" ha chiesto la mamma di Gra. ... Lo ignoriamo. A quel punto ho anche capito perché non era al posto giusto: i due ragazzi, riordinando, hanno guardato la copertina, come fa chi non sa come si cataloga, e giustamente il nome sulla copertina corrisponde al volume 2 non al 34. Ecco perché era messo all'inizio. Ma la domanda che è sorta alquanto spontanea a tutti e quattro - tra cui a un bambino di 12 anni - è stata: se quel libro è in biblioteca dal 1998 e dall'usura è chiaro che sia stato preso in prestito molte volte, come diavolo è possibile che nessuno dei lettori si sia reso conto che ad un certo punto del libro si parla di tutt'altro e che non c'entra un piffero con quello che c'è scritto due righe prima? * Silenzio. * Partita e aggiornamentiScritto da Nacochan alle 15:58 di Sono estremamente incazzata. Ho mal di denti, mi fa caldo, lo stomaco sta facendo la danza del ventre e c'è un bot automatico che si diverte a riempire i miei post con link dei quali poco mi interessa la destinazione. Siccome quindi Grazia non vuole offrirsi come capro espiatorio della mia voglia omicida, preferisco sfogarmi sparlando di quella cosa che alcuni definiscono partita, ma che io preferisco denominare schifezza. 1) In una partita di calcio i giocatori dovrebbero essere undici per squadra. Undici. Non un portiere che deve giocare una partita da solo, perché i propri compagni hanno deciso all'improvviso di assaporare le gioie di una bella corsetta tra amici. Dopo 120 minuti di gioco, sfido chiunque a restare in piedi. 2) Toni, tesoro, fare goal significa mettere la palla in rete. Non quella dove c'è Buffon, l'altra. E' un concetto così difficile? Non ti atteggiare a fare capriole da Oliver Hutton, perché non ne sei capace. Rassegnati. Chiedi a Takahashi un ruolo nel suo prossimo manga, se proprio ci tieni. Nel frattempo, però, degnati di ficcare quella dannata palla in porta! 3) Vorrei capire cosa frulla nella testa di Donadoni. No, perché se vedo che un giocatore ha un periodo no che dura 3 partite, io, alla quarta, lo levo. Veramente lo levo alla terza, se non proprio a metà seconda, eh. E magari non faccio in modo che le palle vadano tutte a lui, dato che non riuscirebbe a prendere la porta neanche se non ci fosse stato nessuno davanti ad essa. 4) Gli italiani sono dei cretini. Come diavolo si fa a dare del "Bravissimi, ottima partita!", se l'unico goal che è stato fatto lo dobbiamo a un rigore. Una squadra che gioca di merda, lo fa che vinca o perda; una squadra che perde, ma almeno gioca, tutta, torna a casa a testa alta, anche se è stata sconfitta. E in questi europei abbiamo fatto schifo. E basta. 5) Nonostante il commentatore non lo sappia, "Bari Vecchia" non è una città. E' un modo di definire una zona di Bari che noi baresi usiamo. E a questa, noi non diamo solo la valenza di luogo pieno di ladri e quant'altro. Noi sappiamo che lì ci sono anche i dipartimenti dell'università, la sovrintendenza archivista, la cattedrale e la basilica di San Nicola. Che poi Cassano sia di una parte di quella zona di Bari che definiamo Vecchia, che non è proprio illustre, se permettete, sono cazzi nostri. Qualcuno ha mai sentito dire "Il giocatore di Trastevere"? 6) Quando si parla di tifare la nazionale, sento molta gente dire "Forza azzurri", invece di "Forza Italia", perché questo era il nome di un partito. Era, appunto. La trovo una grandissima cretinata. E trovo, chi lo pensa, davvero ristretto di idee, visto che non sa discernere la politica dallo sport. Lo stato in cui vivo si chiama Italia, non azzurri. E' un Paese di merda, per certi versi, vero, ma questo è il suo nome, e ce lo dobbiamo tenere. Del resto, vorrei ricordare che la nostra nazionale non indossa sempre la maglia azzurra, ma anche bianca. Cosa diciamo in quei casi "Forza Bianchi?". Credo di essermi sfogata a dovere, sì. Quanto al bot, ho risolto chiudendo i commenti ai post presi di mira (visto che ho visto che è accaduto solo ad uno, fino ad oggi); se dovesse continuare, mi spiace ma sarò costretta a chiudere i commenti agli anonimi, finché la situazione non si risolve.. Quindi, se vedrete dei cambiamenti in questo senso, siete stati avvertiti Cinque cose che...Scritto da Nacochan alle 19:56 di O mio Dio, è passata quasi una settimana dall'ultimo aggiornamento?! E a me che sembrava di aver scritto ieri! XD La mia vita scorre piena, ma con poche novità - veramente le novità riguardano per lo più gli altri, ragion per cui non ha senso che ne parli io! XD Però, siccome avevo voglia di aggiornare, si beccate un nuovo giochetto passatomi da Defender. Enjoy! Elenca cinque cose che ti piacciono, una per ogni senso. Vista: qualsiasi bel panorama con il mare e un monte a ridosso. Udito: gli Arashi 8sarà perché li sto ascoltando in questo momento? XD) Olfatto: l'odore della pioggia Gusto: cioccolata! *_* Tatto: il mio Willy, da abbracciare e coccolare! Elenca cinque cose che non ti piacciono, una per ogni senso. Vista: i libri non in ordine decrescente (lo so, sono maniaca) Udito: tutto ciò che mi fa venire la pelle d'oca. Olfatto: i cavoli e il formaggio. Semplicemente disgustosi. Gusto: i cavoli e il formaggio. Semplicemente disgustosi. Tatto: il polistirolo Elenca dieci persone che devono fare questo meme. Lo prenda chi vuole! XD Non voglio morire così giovane! u.u Aggiungi un posto a tavola...Scritto da Nacochan alle 15:33 di ... che c'è un amico in più Se sposti un po' la seggiola stai comodo anche tu... Posto random e assolutamente idiota, giusto perché è così che mi rende questo musical: folle e felice. Ieri sera, a Bitetto, un oratorio ha messo in scena Aggiungi un posto a tavola e, siccome io adoro quest'opera, non mi sono lasciata sfuggire l'occasione di vederla. In più, il manifesto diceva che ci sarebbe stato anche Dorelli, anche se io non l'ho visto - non so se perché proprio non c'era, o perché siamo fuggiti appena finito; propendo per la prima: nessuno doveva averlo notato? Francamente non è che la sua assenza mi abbia depresso più di tanto: la resa mi è piaciuta moltissimo. Stiamo parlando dopotutto di dilettanti, anche se a prima vista non sembrava. Mi è piaciuto Don Silvestro, non solo come attore e cantante, ma anche per quelle piccole cose, come il riuscire con molta nonchalance a far posizionare un dato personaggio in un dato punto perché non si sente dal microfono. Anche le scenografie e tutto il resto è stato fatto in modo ottimale. Certo, Clementina non è che mi sia piaciuta molto, sia dal punto di vista della recitazione che canoro, ma non è che sia stata brutta; diciamo che rispetto agli altri, non è stata il massimo. C'erano anche delle piccole ingenuità, come dimenticarsi di spegnere il microfono dietro le quinte (e alla fine si sentivano tutti i commenti anche da noi XD), ma nel complesso è stato bello. E poi, come dicevo su, mi piace molto come opera: mi mette tanta allegria addosso e infatti anche ieri sera non la finivo di cantare "Evviva, evviva, evviva evviva evviva!". Mi piace il suo messaggio, che circola in modo leggero e divertente, e che quindi non risulta noioso e pesante. Sempre ieri sera, mia madre mi ha detto che l'arbitro della partita Italia-Romania ha chiesto ufficialmente scusa agli italiani; oggi ho scoperto che è stato allontanato dagli europei. La mia risposta è stata: "E chi se ne frega?". Perché io, alle scuse tardive in questo campo, non ci credo proprio. Non quando ci sono stati troppe poche ammonizioni per la Romania e troppe poche non date per l'Italia; non quando c'è stato un rigore che avrebbe anche avuto senso se anche dopo ci fosse stato un altro a nostro vantaggio. E con questo, non voglio difendere una nazionale che ha fatto comunque pena, che non ha le palle per fare un altro goal come quello che l'ha riportata al pareggio e che tiene in campo un giocatore che è finito dritto in porta, segnando solo quell'unica volta, per sbagliarne almeno dieci volte tante. Ma mi dà comunque fastidio che ci siano scuse che alla fine non servono a un cazzo. E tutto perché moviole in campo non ne vogliono mettere. E tutto perché, quando si scoprono queste cose, non si viene dato a Cesare quel che è di Cesare, oppure lo scontro non viene annullato. Questa settimana, non ho ancora capito dove abbia trovato il tempo, ma ho letto molto. Ho terminato Fuori da un evidente destino, di Faletti, trovandolo assolutamente orribile (la mia recensione potete trovarla qui, qualora ne siate interessati) e ho letto i miei primi due manhwa. The summit, uno yaoi, mi è piaciuto molto, devo dire: i personaggi sono ben caratterizzati e non mi pare la semplice storia d'amore sdolcinata, ma c'è quel pizzico di mistero e "cattivo" che non fa mai male. Il primo volume di Check, invece, non mi è piaciuto proprio. Al di là dei disegni, che non è che proprio riesca a definirli capolavori, anche se non sono neanche bruttissimi, è proprio la storia che non mi ha dato di molto logica. Se in Hana Kimi il fatto che Mizuki inizi a frequentare una scuola maschile per conoscere Sano, mi sembra un po' forzato, l'incontro fra quelli che presumo essere i tre protagonisti mi sembra al limite dell'idiozia umana. Nessuna persona dopo aver visto UNA SOLA VOLTA due ragazzi che si picchiano decide di abbandonare il proprio sogno, la possibilità di studiare all'estero e tutto quello che ha costruito fino ad allora per iscriversi a una scuola locale, a patto che anche quei due frequentino la sua classe. E il fratello, giustamente, invece di mandare a cagare la sorellina taaaaaaanto viziata et stupida le dice pure ok. E ovviamente, come poteva essere il primo incontro con i due baldi giovani dopo il classico "finire addosso all'altro"? Il primo lo rivede nel bagno delle donne perché quello maschile non funziona (il secondo giorno di scuola?!); il secondo le finisce addosso mentre va sullo skateboard e, per evitare che lei si faccia male, fa tutta una piroetta per salvarle la pelle. Com'è originale, sì. -_- Giusto per restare in tema Hana Kimi, mi sono vista le prime due puntate di Gokusen, dorama in cui recitano Jun Matsumoto e il mio caro Oguri. Lo trovo carino, anche se mi aspettavo qualcosa di più, visto le critiche iperpositive: lei è fortissima, ma mi ricorda molto GTO per trovarlo così straordinario. Non penso che comunque lo interromperò: è una storia godibile, e poi ci sono anche bei ragazzi che non guastano certo. A proposito di bei ragazzi, e di Oguri in particolare, pare proprio che il destino (leggi: giochi idioti) mi voglia bene! *__* Guardate che risultato mi è uscito facendo questo gioco:
Ovviamente, non essendo al momento interessata ad alcun rappresentante del genere maschile a me vicino, ho optato per due personaggi manga (Ryo Saeba e Zero) e due attori (Chiaki/Tamaki Hiroshi e Oguri), giusto per restare nel fantastico, ma un po' più reale. Devo dire che sono soddisfatta del risultato! XDDDD EDIT (spoileroso su Nodame Cantabile) Finalmente, ho visto il capitolo di Nodame Cantabile di cui parlavo in questo post. Ovviamente non c'entra un tubo con la mia fanfiction! XD Anzi, è decisamente molto meglio! *__* Dai, non può non essere successo quello che noi fans pensiamo: Chiaki mezzo nudo a parte, lei che si presenta incappucciata nel lenzuolo, rende tutto parecchio chiaro! XD La scena in cui lei lo abbraccia è tenerissima! *__* Anche il pezzo della proposta! *__* Oddio, non vedo l'ora di leggerlo! Le tre cose che amo di piùScritto da Nacochan alle 20:59 di Noia. Provo tanta, tanta noia. E' strano per me sentirmi annoiata. Sono una persona che sa sempre cosa fare per non farsi prendere dalla noia: chattare, leggere manga o libri, non importa, scrivere, guardare i fansub, moderare forum sono tutte attività che occupano tempo e mi portano, in fin dei conti, a fine giornata senza che mi sia annoiata un solo attimo. Non è che oggi sia stato diverso: stamattina, come tutte le domeniche, mia madre mi ha coinvolta nelle faccende domestiche, mentre questo pomeriggio mi sono dedicata alle ff della Disfida di Criticoni (che non finiscono MAI! XD); ho anche dato un'aggiustatina al mio Media Player, talmente pieno di canzoni inutili e ripetute che mi faceva quasi schifo, e ho buttato qualcosina per liberare un po' di spazio sull'hard disk. Mi chiedo quanto ci sia riuscita, ma va beh. Dicevo, quindi, non è che proprio non abbia niente da fare; semplicemente mi sono accorta che ho voglia di fare di più. Possibilmente, fuori da questa casa. Possibilmente, da sola. Mi sono resa conto di amare le mie giornate impegnate, fra schede in biblioteca, pranzi da Grazia, follie in quel di Bari con lei e Stefania e lezioni di informatica. Questa settimana sono stata praticamente sempre fuori e restare a casa, per due pomeriggi di seguito, senza far nulla, mi deprime. Senza far nulla e con i miei in giro. Miei che qualsiasi cosa fai, rompono; miei che devono criticare qualsiasi cosa stia facendo; miei a cui non va mai bene nulla. Più passa il tempo, più ho voglia di vivere da sola. Di mangiare, pulire, lavare i piatti, quando voglio io e soprattutto se voglio io. Mi sento come se non riuscissi a respirare, con tutto che l'aria è freschissima, e sono felice come una Pasqua quando vado a Bitetto, luogo in cui nessuno mi conosce ma che sto conoscendo io piano piano, per lavorare in biblioteca da sola. Sì, ok, non è che proprio non ci sia un cane. C'è Gra, che mi fa compagnia; c'è la madre, che mi spiega cosa fare e mi dà le dritte per quelle schede che non riesco a compilare... ma per il resto è un lavoro mio. Sono io che sto riordinando quello scaffale, che sto mettendo i libri in ordine d'altezza, che li sta catalogando. Ormai so dove li ho messi, come li ho messi e li ricordo perfettamente. Trovo tutto questo estremamente rilassante e bello (immagino la faccia di Gra nel momento in cui arriverà a leggere questa frase, se vedrà questo post...). Del resto, non sono mai stata adatta per il lavoro di gruppo, fin da quando ero piccola e le maestre ci davano lavori collettivi: sono una che ama lavorare da sola, io, che se devo fare qualcosa, preferisco farla da me, soprattutto se si tratta di qualcosa a cui tengo e che so come va fatta. Nonostante questo discorso meramente solitario e che forse ad alcuni può sembrare deprimente, quando, vi assicuro, almeno per me, non lo è, vi posso assicurare che non mi sto rinchiudendo in biblioteca stile monaca di clausura; al contrario, proprio queste ultime settimane sto vedendo più spesso di quanto non facessi prima le mie due compagne di cazzeggio puro: Ste e Gra (Ok, Gra e io ormai passiamo tutta la settimana insieme, per un motivo o per un altro! XD Sembriamo proprio marito e moglie! XD). Mi piace stare con loro, e tanto. Non che facciamo niente di particolare; anzi le nostre giornate sono più o meno abbastanza uguali: mattinata a fare qualche servizio vario per uni e altro; poi, di corsa da Corrado a rompergli le scatole, poveretto; all'una, pranzo, dove ci porta lo stomaco; poi, caffè in un bar qualsiasi. E qui, o si conversa, o si prende un manga e si inizia a leggere. Semplicemente. E infine, o si torna da Corrado, o si riprende il treno per tornare a casa, o si va al cinema. o qualsiasi altra cosa ci frulli in testa. Niente di particolare, quindi, ma io sto bene con loro: si parla di tutto e di niente, anzi, soprattutto di niente, sparando cazzate oscene, di quelle che piacerebbero tanto ad Hiso, evitando di guardare se qualcuno ci osserva perché sappiamo che qualcuno ci sta guardando male e basta, prendendo in giro Gra (ormai io e Ste ci capiamo soltanto guardandoci! XD Ma Zellina lo sa che l'amiamo e scherziamo soltanto.. vero Gra? )Lavorare su cose che mi piacciono, stare con gli amici e poi tornare in una casa magari silenziosa, senza nessuno scocciatore. Ecco cosa amo di più. E che spero di poter realizzare, presto. EDIT: Finalmente ho trovato la trama di Saiyuki Reload 8 sul sito della Dyn. Se avete ascoltato le storie di guerra dei vostri nonni, vi calerete ancor più facilmente nei panni di un Goku inconsueto. Donne e bambini non vengono risparmiati, il fuoco divora le case e la speranza, i cadaveri si accumulano in mucchi agli angoli delle strade, e non è un incubo, ma una peggiore realtà. Se vi state chiedendo che diavolo c'entri, vi assicuro che è MOLTO meglio di quello che leggemmo noi a suo tempo. Per lo meno, qui manca il Goku innamorato e gli eserciti che avanzano. NB: per chi non ha mai letto Saiyuki: vi posso assicurare che morti e problemi ci sono in tanti altri volumi della serie, eh. (Mal)educazioneScritto da Nacochan alle 20:36 di Si dice che i giovani siano maleducati. Per carità, non verrò certo qui a dire che questo assunto non sia vero: basta entrare in una scuola, basta uscire per strada, basta anche solo parlare con un ragazzino, per capire che è così. Non sempre, non per tutti, non con tutti, ma non si può dire che non sia vero. Però. C'è un però. Non è che tutti i giovani siano maleducati e non è neanche detto che un giovane sia sempre maleducato. E, soprattutto, non è neanche vero che maleducato sia sinonimo di gioventù. Innanzi tutto perché, un bambino che è maleducato - e che crescendo continua ad esserlo - significa che da qualcuno ha preso: che siano i genitori, che siano gli adulti in generale, che siano gli insegnanti, da qualcuno la maleducazione - o meglio, la non-educazione - è partita; stesso discorso se hanno imparato simili atteggiamenti dai compagni: significa che anche quest'ultimi non hanno un esempio egregio di educazione. Quanto a me, mi sono sempre definita una persona abbastanza educata. Con gli estranei, sicuramente. Con i genitori un po' meno, ma non è questo il punto. Dicevo, con gli estranei so di essere educata: certo, non è che ogni volta che vedo una persona più grande di me mi alzo per cedere il posto (a meno che non si tratti di qualcuno che ha lampante bisogno di aiuto e soprattutto non a chi ti fissa come per dire "Alzati, alzati, alzati!"), ma comunque sono abbastanza educata da dire "Grazie" e "Scusi" quando l'occasione lo richiede. Oggi ero in un bar con Grazia, alla cassa; la mia compagna stava ordinando qualcosa da prendere, quand'ecco che sento una moneta cadere per terra. Ora, voi non so, ma io, quando sento o vedo che qualcosa che cade per terra, immediatamente mi chino a raccoglierla, per restituirla al proprietario. Ed è quello che stavo facendo anche stamattina; tuttavia il proprietario della moneta, un simpatico ometto dai capelli bianchi, si china prima di me, la raccoglie, si alza, mi guarda e fa: "E' mia." Siccome io sono una persona educata, ribatto semplicemente che gliela stavo solo raccogliendo; la tentazione di dirgli che è un coglione maleducato, era davvero forte. Anche quella di non chinarmi più, la prossima volta; però in tal caso sono io che risulto maleducata. Il caso vuole che ieri mi sia accaduta una scena molto simile: a mia zia cadde un pezzo di carta di mano e mi chinai per raccoglierla, tuttavia, anche lei, fu più lesta di me; con la differenza che, quando si rialzò, lei mi disse: "Grazie". Ora, del ringraziamento in sé io non so che farmene e tra l'altro io sono la coscienza a posto, visto che ho fatto il mio dovere di persona educata, tuttavia l'episodio mi ha urtata. Che me ne dovevo fare di una schifosissima moneta da un euro? Gliela dovevo fregare? Un euro? Non sto mica morendo di fame, e non lo farei neanche in quel caso. La domanda allora nasce spontanea: la maleducazione giovanile non nasce forse dagli esempi che questi cosidetti adulti danno ai più giovani? E soprattutto: chi l'ha detto che solo i giovani sono maleducati? |
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Nome: Nunzia
Nick: Naco Birthday: 02/10/1984 amo
I miei amici; leggere; i manga; il profumo dei libri; i classici; il computer e internet; la tecnologia; l'html; gli anime subbati; il mare; il cielo terso e le giornate soleggiate; le sorprese; il teatro; la letteratura; l'arte; scrivere; il Giappone; il Medioevo e la storia in generale; i passaggi segreti; le leggende e le tradizioni; camminare.
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Le ingiustizie; l'ipocrisia; i ritardatari; i conformisti e chi non sa pensare con la propria testa ma segue il branco; i superbi; chi vuole imporsi su quel che io voglio dire, fare, pensare; i broccoli e i cavolfiori; i reality; le discoteche; l'inglese; chi tradisce la mia fiducia; i bugiardi; il formaggio; i luoghi troppo affollati.
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